MARINO MARINI

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Pistoia 1901- Viareggio 1980

Scultore, pittore, incisore e litografo. Studia al R. Istituto di Belle Arti di Firenze dal 1917, e dal '21 si interessa all'acquaforte, allievo di Galileo Chini e Domenico Trentacoste. Un viaggio a Parigi, nel '19, gli fa conoscere le nuove tendenze dell'arte moderna; influenzato da Medardo Rosso e da Rodini, Marini cerca di attuare la sintesi delle esperienze acquisite attraverso la statuaria antica, etrusca arcaica e romana, creando una plastica estatica e monumentale che, nel tempo, si fa sempre più scarnificata. Tra i più importanti del Novecento, le sue prime opere rilevanti, Il Cieco e Il Popolo, sono datate 1928-29; la sua opera si svolte principalmente su tre motivi fondamentali, il ritratto, il nudo femminile (le Ponome) e l'uomo a cavallo, tutti e tre i temi trattati e interpretati talmente profondamente che vengono portati a soluzioni formali nuove e arditissime fino allo straniamento volumetrico. Nel 1936 inizia la serie dei Cavalieri sempre più compatti con i cavalli, che contengono una dinamica espressa potenzialmente. Il tema dei Cavalieri, come il Piccolo Cavaliere, si presenta alla scultore come un'immagine fuori dal tempo e della storia facendo migrare il concetto del monumento equestre romano e rinascimentale verso un mondo fiabesco perseguito tramite lo scardinamento tradizionale dei rapporti formali o l'erompere dell'impulso dinamico o, come nella presente scultura, tramite un rigido impianto compositivo impostato su direttrici rigorosamente verticali e orizzontali trasgredite dalle oblique che ne delimitano il trattenuto dinamismo.