GIUSEPPE MAZZULLO

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Graniti 1913 - Roma 1988

Figlio di contadini, dopo un'infanzia di ristrettezze, si trasferisce a Roma, nel 1939, mantenendo un'iconografia strettamente legata alle figure osservate durante la sua infanzia, prima presso i familiari, poi presso un parente, guardiano del carcere di Taormina. Attraversato dalle ricerche delle avanguardie, dall'espressionismo al cubismo, l'opera di Mazzullo si caratterizza grazie ad un'espressione dolente, muovendosi, dopo gli anni '50, verso il recupero di un certo primitivismo istintivo, scegliendo, preferibilmente, la pietra come materiale e volgendosi ad un'iconografia più semplificata ed espressiva come gli ultimi torsi femminili di sapore martiniano e mariniano. La sua plastica vigorosa si precisa, violentemente, in opere, come Donna del Sud, che rappresentano la gente della sua terra, in forme gravi e raccolte fin quasi alla monumentalità, o come i torsi femminili scolpiti nella pietra per arrivare ai Nudi stanti rimeditati sul tormento della materia increspata.