GIACOMO MANZÙ

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Bergamo 1908- Ardea 1991

Scultore, pittore, illustratore, disegnatore, incisore e litografo. Dopo un apprendistato artigianale, gli studi di plastica decorativa a Bergamo, nel 1921 e gli studi all'Accademia di Verona, soggiorna a Parigi e, poi, a Milano, dal 1930, dove si dedica alle prime fusioni in bronzo, all'illustrazione, alla pittura, al disegno e all'incisione. Dopo un soggiorno a Roma, ammirato dalla statuaria antica e dalle figure dei cardinali (tema, quest'ultimo, ritornante), durante un secondo viaggio a Parigi Manzù viene influenzato dalla scultura di Rodin grazie alla quale acquisisce una nuova maniera di modellare. Superando una prima visone plastica impressionista e intimista derivatagli da Medardo Rosso, Manzù scolpisce i primi due Cardinali (1938); dal '41 al '54, insegna all'Albertina di Torino e all'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano e arriva all'ideazione di un segno piano e lineare, con l'uso di nuovi materiali quali bronzo e la pietra, sintetizzato nella porta di San Pietro rappresentante il Trionfo dei martiri e dei santi della chiesa (1952-1964). I ritratti, da quelli degli anni Trenta a quelli più tardi degli anni Sessanta e oltre, come la Testa di Giovane e il Busto di Daniela Gardner, seppur rari nell'opera di Manzù, arrivano alla massima interpretazione psicologica e amorosa introspezione, creando veri e propri capolavori di osservazione spirituale e fisica. Tale osservazione, inoltre, porta lo scultore alla reinterpretazione di certe icone greche e romane rivolte allo studio del momento di stasi di un atleta come per il Portiere.