RENZO VESPIGNANI

RENZO VESPIGNANI

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Roma, 1924

Pittore, disegnatore, incisore, litografo, illustratore e scrittore. Studia le scene belliche cittadine, le periferie, le case bombardate, gli emarginati, le prostitute, i reduci, creando un corpus ineguagliabile, come quello di Moore, della vita quotidiana durante l'occupazione nazista di Roma. Si avvicina alla poetica neorealista degli anni '40, secondo una maniera desolata e patetica, di impegno sociale indirizzata alla denuncia del degrado urbano, in ragione di una forma nostalgica della passata urbanizzazione, e arriva, negli anni 60, ad un recupero della vitalità espressiva dei corpi e degli oggetti attraverso i ritratti, i nudi femminili, le macchine. La sua opera, pittorica e grafica, caratterizzata da una tessitura serrata, tende alla connotazione più palese dell'immagine. Nel 1963, insieme ad Attardi, Calabria, Farulli, Guccione, Gianquinto, Del Guercio, Micacchi e Morosini, fonda il gruppo «Il pro e il contro». punto di riferimento della nuova figurazione opposta alla crescita dell'informale. L'intensa attività grafica di Vespignani, importante e di grande mestiere (si conoscono più di 400 tra acquaforti, vernici molli e litografie) è contemporanea, lungo gli anni, ad una nuova soluzione dei colori e del segno. Realizzati i grandi cicli, L'imbarco per Citera, del 1969, L'Album di famiglia, del 1971 e Tra le due Guerre del 1973-75, recupero della memoria storica degli anni del fascismo e del nazismo per un presente più consapevole, Vespignani arriva alla decodificazione della pop-art nelle ultime opere che rivelano, ancora una volta, il recupero della memoria, rivolta alle architetture americane e alla mastodontica urbanizzazione.