MARINO HAUPT

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Helsinki, 1942 – Roma 2004

Scultore, disegnatore, incisore e litografo. Artista assai precoce, a 14 anni si sposta per l'Europa facendo una sorta di viaggio di studio, introdotto alla scultura e al disegno dal padre Matti. Soggiorna in Francia, dove subisce il fascino del gotico, Svizzera, Svezia e in Italia a più riprese, a Roma. La sua opera, scultorea e grafica, prevalentemente legata alla figura femminile, proviene dall'espressionismo nordico, nello scavo della materia, nel gesto del togliere, nella distorsione dei corpi, nello straniamento che Haupt compie sulla ricerca di una fuga prospettica. Lo scultore-disegnatore passa da una prima esperienza, lungo gli anni '60, determinata dai risultati del contraddittorio tra la bella forma, la tradizione, e la ricerca di nuovi materiali e nuove estetiche, l'avanguardia, nella quale la struttura appare quale è, con lo scheletro o le linee grafiche dell'oggetto, e arriva ad una forma ammorbidita nella quale la contraddizione antica perde la sua esteriorità e prende un aspetto intimista.