LEONOR FINI

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Buenos Aires, 1907

È stata una pittrice di origini italiane. Nacque a e visse la sua infanzia e adolescenza a Trieste nei primi decenni del Novecento. Ebbe un’infanzia abbastanza tribolata, fatta di numerosi trasferimenti al fine di poter sfuggire al padre. Sin da bambina ha avuto una particolare propensione per l’arte. Disegnava tutto quello che la circondava interpretandolo a modo suo. L’amore per l’arte l’accompagnò per tutta la vita, portandola ad imporsi alle scelte di sua madre e suo zio che la volevano avvocata. Si dedicò a diversi campi dell’arte: pittura, incisione, scenografia e costumi per cinema e teatro, design, illustrazione, scrittura. Scelse di vivere a Parigi dove riuscì a costruire una lunga, fortunata e, soprattutto, riconosciuta carriera. Qui, entrò in contatto con i massimi esponenti della pittura e della letteratura surrealista (senza tuttavia unirsi ufficialmente al movimento), da André Breton a Salvador Dalí, da Paul Éluard a Max Ernst. L’amicizia e la collaborazione con molti dei più importanti artisti e intellettuali dell’epoca, un ambiente intellettualmente stimolante, uno stile di vita libero e originale, le capacità e la bravura di questa donna l’hanno resa un’icona del mondo dell’arte e della cultura. I soggetti preferiti di Leonor furono le figure femminili, giovani uomini addormentati, immagini mitologiche, gatti, sfingi, animali misteriosi, crani, maschere. Nei suoi lavori creò atmosfere a volte drammatiche, a volte ironiche, riuscendo a raccontare storie dai tratti fantastici. Si specializzò inoltre nell’esecuzione di ritratti e autoritratti.