FRANCIS PICABIA

,

Parigi 1879 - 1953

Pittore, incisore, disegnatore e scrittore. Nel 1897 entra alla Scuola di Belle Arti e alla Scuola delle Arti Decorative, fino al 1901. Inizialmente influenzato dall'impressionismo e da Sisley, passa al cubismo fino alla quasi astrazione della forma, come in Caoutchoue del 1909, con inserimenti dinamici futuristi e partecipa alla Section d'Or, con Villon, Apollinaire, Gleizes, La Fresnaye e Metzinger. New York, nel 1913, per l'esposizione dell'Armory Show, Picabia, tornato a Parigi, dedicandosi solo alla pittura e al disegno, esegue le opere basilari per la sua produzione seguente (Udnie, Jeune fille américaine, Je revois en souvenir ma chère Udnie), lirico-astratte, come i primi acquerelli astratti di Kandinskij. Dalla metà degli anni '10, Picabia arriva alla formulazione di una poetica della macchina, anonima e assurda, con un disegno geometrico e intenti paradossali; contemporaneamente si unisce ai dadaisti svizzeri - Tristan Tzara arriva a Parigi nel 20 - e inizia opere di collages con oggetti reali, diventando, poi, con le sole parole, calligrafico ante litteram. Staccatosi da dada e dal periodo meccanicistico, arriva, tramite Masson, al surrealismo e, superatolo, dal 27 al 40, si muove entro una nuova ricerca poetico-estetica le Trasparences, di fattura accademica ma con immagini in sovrapposizioni (Judith, 1932). Tranne una parentesi realistica Picabia ritorna, durante l'ultimo periodo, all'astrazione, dal 1947 al Salon des Réalités Nouvelles di Parigi, fatta di provocazione tramite opere realizzate con soli punti. La sua opera incisoria, rarissima, è tutta databile al primo periodo impressionista.