EDOLO MASCI

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Castiglione a Casauria, 1938

Pittore, incisore, litografo, xilografo, disegnatore, acquerellista e scultore. A Roma subito dopo la guerra, studia al Museo Artistico Industriale ; allievo di Ziveri, Fazzini, Bartolini, Gerardi. Artista precoce frequenta l'ambiente culturale romano degli anni '60, diventando amico di Maccari, Malafai, Tot e del gran numero di attori, registi, letterati, pittori che gravitano nel fecondo spazio compreso tra Via del Babuino e Piazza del Popolo. Nonostante la notorietà raggiunta già a 21 anni con un quadro trasgressivo, L'Annunciazione (La Madonna con le gonne corte, del 1959, pubblicato sulla prima pagina del New York Times, sul Figaro e i maggiori quotidiani, dalla Germania al Giappone, e alcune esposizioni ufficiali italiane e personali in America del nord e in Messico, Masci è sempre rimasto un artista schivo e poco prolifico. La sua opera, per lo più pittorica, si caratterizza grazie ad una maniera che parte dal realismo intimista delle prime Periferie extra urbane e arriva ad un realismo lirico di tipo sintetico che si risolve secondo forme e iconografie determinate da un'astrazione e da una simbologia concettuale in paesaggi, nudine, nature morte, fiori ed altri temi legati all'interiorità. La scultura nella quale Masci opera da oltre vent'anni, seppur rara, rimane legata ai temi caratteristici della figura femminile, del suo mondo e delle sue metafore con le Lune o le Sirenidi. Le sue nudine, generalmente erette, come la recente Gelsara, al di là di una riproduzione fedele dei corpi, ribadiscono le forme stereotipe dell'artista, legare al concetto allusivo di straniamento e il topos. Così in Gelsara jonica Masci ricostruisce uno spazio concluso, già appartenente alle opere pittoriche, che divaga verso l'interpretazione psicologica, delle positure improbabili e delle paradossali distorsioni fisiche, fino alla non descrittività oggettiva.