ALIGI SASSU

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Milano, 1912

Sassu appartiene alla schiera di quei giovani artisti che nel corso degli anni Trenta hanno segnato il rinnovamento dell'arte italiana in senso europeo opponendosi alle chiusure autarchiche del Novecento italiano e dando vita all'esperienza di "Corrente". Il suo debutto avviene alla Biennale di Venezia del 1928 dove espone due opere nella sala dei Futuristi. L'interesse per il Futurismo è però di breve durata e già 1929 guarda alla pittura di segno primitivistico, per scoprire poi attraverso Sironi, l'Espressionismo. Nascono cosi i suoi famosissimi Uomini rossi, un ciclo di circa 500 opere svolto sotto il segno del mito che espone alla Galleria Milano (1930). alla Galleria del Milione (1931) e alla Galleria delle Tre Arti (1932). Il colore rappresenta la questione che maggiormente lo interessa in questo periodo, il colore in senso espressionista scrive all'amico Manzi da Parigi (1934) - come assoluto elemento costruttivo del quadro". Ammette nella stessa lettera di aver ricevuto in questo suo soggiorno parigino "una forte scossa da Delacroix e dagli altri pittori romantici francesi” che lo sollecitano ad impegnarsi in grandi figurazioni piene di pathos, sviluppantesi secondo gli schemi della tradizione figurativa occidentale, come il caso delle Battaglie. Nel 1935 dipinge Fucilazione nelle Asturie, la prima tela dedicata alla imminente guerra civile spagnola, ed intensifica il suo impegno politico, che gli costa anche una condanna del Tribunale speciale fascista, con opere di alto contenuto simbolico (La morte di Cesare, 1938-39). Durante la guerra mondiale dipinge soprattutto Deposizioni e Crocifissioni, evidenti metafore della crisi dell'umanità nel dramma bellico. Sue grandi antologiche sono state allestite a Cagliari (1967), a Ferrara (1984), a Roma (1984) e a Milano (1984). Per festeggiare i suoi ottant'anni una rassegna di 80 dipinti, data i tra il 1927 e il 1990, è stata ospitata nel corso del 1992 dal Museu de Arte (MASP) di S. Paolo del Brasile, dal Museo de Arte Moderno di Bogotà, dal Centro de Arte y Comunicacion di Buenos Aires, Nel 1993 porta a compimento, dopo due anni di lavoro, un grande murale in ceramica, di circa 150 mq. dal titolo “Miti del Mediterraneo" per il nuovo Palazzo del Parlamento Europeo di Bruxelles.